martedì 1 gennaio 2008

A mio padre

Il nostro era un mondo di piccoli gesti più che di parole.
Grazie a te sono cresciuta e sono la ragazza che oggi può sopportare tutto questo. Tu mi hai sempre messo in guardia dalle false sicurezze e mi hai aiutato a capire ciò che conta davvero. Tu mi hai insengato a non essere egoista, preoccupandoti sempre dei mali degli altri piuttosto che dei tuoi.
Forse fino alla malattia non ci siamo mai capiti davvero, ma da quel giorno sappiamo entrambi che non è stato più lo stesso. Nel dolore siamo cambiati, ci siamo cercati e ci siamo trovati. Quante volte con quegli occhi dolci mi hai chiesto brutte verità al posto di dolci bugie. E io a tenderti la mano nei momenti bui, come tu facevi quando ero piccola, ti ho accompagnato fino a qui, dove non avremmo voluto mai arrivare.
Come un Geù Crocifisso tu eri pronto a patire ogni dolore, con una dignità tutta nuova, con una forza che solo Dio sa dove hai trovato, hai affrontato ogni tipo di sofferenza rivolgendoti sempre alla potenza di Dio con una reverenza ammirevole.
Tu che mi hai insegnato che Dio è grande, buono e giusto, accettando tutto questo come dovuto e arrabbiandoti ogni qualvolta io mi infuriavo contro la sua iniquità.
Tu che sei stato una grande persona, che ho amato come mai pensavo fosse possibile amare.
Dicono che i genitori non dovrebbero mai seppellire i figli. Io oggi ti seppellisco con il dolore di una figlia ma anche con quello di una madre, perchè spesso cosi mi sono sentita nei tuoi confronti.
Ti auguro la pace, l'amore e la serenità che hai sempre auspicato nella tua vità terrena per l'eternità

2 commenti:

Anonimo ha detto...

mi dispiace davvero. ti lascio un abbraccio e una profonda ammirazione per la tua maturità e la tua saggezza. che la serenità arrivi anche a te. un bacio, Lorii

Alberto ha detto...

è bellissimo ciò che hai scritto.
un abbraccio.