martedì 19 febbraio 2008

Un mese è andato

Un mese è andato. Anche di più da quando ad essere scomparso sei proprio tu.

Il quattordici gennaio ti sei spento. Eri già in coma quindi non ho avuto nemmeno il grande addio che speravo.

Le ultime tue parole nei miei confronti sono state tenere e deliranti insieme.

Io guardavo uno su due e tu deliravi e continuavi a chiedermi la stessa cosa.

E li a volte ho sperato che finisse questa nostra umiliazione. Nel guardarci e nel non trovarci più.

Il tuo letto è vuoto di te ma io cerco di riempirlo. Lo annuso e so che nn è possibile ma sento ancora l'odore del disinfettante. L'odore di morte.

In questo mese i primi giorni nn mi davo pace. Avevo un groppone in gola. Guardavo le persone con occhi vacui e non capivo come fosse possibile stare ancora il mondo. Io, sola pur non essendolo mai fisicamente, senza di te.

Poi non so come il terzo giorno mi sono svegliata e ho capito che stavo bene. Il groppone si era sciolto e ti sentivo vicino a me.

Mi sono accorta che amo follemente la vita, tutto quello che ci offre e le possibilità che da questa possiamo trarre.

E da quel giorno sorrido e penso a te.

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